Vibo Valentia, Libera allestisce una visita oculistica per guardare con lenti diverse i vari fenomeni corruttivi nel settore della sanità

Una visita oculistica in strada per guardare con lenti diverse i vari fenomeni corruttivi in particolare nel settore della sanità. Libera Calabria sabato 13 giugno ore 10.30 Corso Emanuele III promuove un flashmob nell’ambito di “Occhi aperti sulla corruzione”, un’azione per accendere i riflettori sui numerosi casi di corruzione in ambito sanitario che hanno investito la regione Calabria. “Occhi aperti sulla corruzione” – che rientra nelle azioni della campagna nazionale “Fame di verità e giustizia”, che ha l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti – attraverserà tutta Italia dall’8 al 13 giugno per chiedere, di rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità.
Libera ha scattato una fotografia delle principali inchieste sulla corruzione nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2026. Dal 1° gennaio al 1° giugno 2026, Libera ha censito da notizie di stampa 38 inchieste con 386 persone indagate in tutta Italia. Dall'analisi delle inchieste, ancora in corso e dunque senza un accertamento definitivo di responsabilità individuali, emerge un sistema corruttivo dove a seconda dei contesti il ruolo di garante del rispetto delle “regole del gioco” è ricoperto da attori diversi: l’alto dirigente oppure il faccendiere ben introdotto, il “facilitatore”, il “boss dell’ente pubblico” o l’imprenditore dai contatti trasversali, il boss mafioso o il “politico d’affari”. In Calabria nei primi sei mesi del 2026 sono 41 le persone indagate con 5 inchieste.
Complessivamente dal 1° gennaio 2025 al 1° giugno 2026 Libera ha censito da notizie di stampa in Calabria 15 inchieste su corruzione e concussione con 183 persone indagate per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d'asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. La mappa delle inchieste e il numero degli indagati, per i quali naturalmente vale una presunzione di non colpevolezza, è frutto di una ricerca avente come fonte lanci di agenzie, articoli su quotidiani nazionali e locali, rassegne stampe istituzionali, comunicati delle Procure della Repubblica e delle forze dell'ordine.
La sanità – commenta Libera – è uno dei settori più vulnerabili a comportamenti illegali e illeciti corruttivi
anche a causa dell'entità della spesa per acquisti pubblici. Anac ha stimato nel 2023 che il 25% del valore
complessivo dei contratti pubblici, pari a 70,5 miliardi, riguarda farmaci, dispositivi medici,
apparecchiature mediche e servizi legati agli ospedali o come pulizia, ristorazione, vigilanza. Ogni reato di corruzione non deve essere visto come episodi isolati ma vere e proprie distorsioni che attraversano l'intera filiera del Servizio Sanitario Nazionale: erodono risorse pubbliche, sovvertono le priorità di accesso alle cure, riducono la qualità dell'assistenza. Il settore sanitario in Calabria negli ultimi tre anni è stato costantemente sotto il mirino degli inquirenti. Non solo per il numero di aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni, di cui detiene il primato con gli scioglimenti dell’Asl 9 di Locri, dell’Asp di Reggio Calabria e Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie APS Coordinamento regionale Libera Calabria
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di Vibo Valentia per due volte e di quella di Catanzaro, ma anche per quello che emerge in diverse maxi
inchieste sulla sanità calabrese. Come l’inchiesta sull'Azienda ospedaliero-universitaria "Dulbecco" di
Catanzaro che ha portato alla luce un sistema associativo finalizzato alla corruzione e al peculato, legato alle
visite private; o ancora l’inchiesta sugli appalti sanitari e universitari "truccati" a Catanzaro con una trentina
di indagati coinvolti in un sistema volto a truccare sistematicamente appalti sanitari, forniture e persino
concorsi universitari. Scioglimenti, inchieste e operazioni che parlano di una corruzione sistematica nella
sanità, tra appalti truccati, falsificazione dei bilanci, assunzioni clientelari, occultamento di debiti e, in alcuni
casi, un vero e proprio disegno criminale che faceva capo alla ‘ndrangheta.
“Questi dati, le storie di cronaca giudiziaria, queste inchieste – conclude Libera Calabria – dimostrano che
il fenomeno descritto non è affatto un ricordo del passato. La corruzione nella sanità calabrese non è
episodica, ma è una mentalità consolidata. La sanità riceve ogni anno ingenti risorse pubbliche,
indispensabili per garantire servizi essenziali e cure di qualità. Ma la stessa entità dei flussi finanziari rende il
settore un obiettivo privilegiato per la criminalità organizzata e un terreno fertile per fenomeni corruttivi e
comportamenti opportunistici. Dispositivi medici truccati, visite private illecite, anomalie negli appalti,
irregolarità nelle liste d’attesa, favoritismi nelle nomine, accreditamenti opachi sono risorse sottratte
alla sanità pubblica. Un vero costo sociale che ricade sui cittadini. La corruzione nella sanità calabrese
non sottrae solo risorse economiche, ma può compromettere qualità e sicurezza delle cure, peggiorare
l’accessibilità ai servizi e alimentare sfiducia nelle istituzioni. E colpisce soprattutto le fasce più fragili della
popolazione, ampliando le diseguaglianze sociali e territoriali. Quando una prestazione passa davanti non per
bisogno clinico, ma per denaro, relazioni o interessi, non si crea solo una corsia preferenziale: si sovverte il
principio che deve guidare il SSN, cioè curare prima chi ne ha più bisogno.”
Segreteria regionale Libera Calabria


