Marocco e Israele si preparano a rimodellare le loro relazioni diplomatiche
Lunedì 14 settembre, il Ministro Nasser Bourita, aveva ricevuto il Ministro Thaer Abu Bakr che ha presentato copia delle sue credenziali di Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dello Stato di Palestina in Marocco. Solo pochi giorni prima, Bourita aveva parlato con il vicepresidente palestinese Hussein Al-Sheikh della situazione nei territori palestinesi e degli ultimi sviluppi regionali. In questo contesto, il Marocco continua a sostenere la soluzione dei due Stati e la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale.

Mercoledì 16 settembre, a New York, il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e il suo omologo israeliano, Gideon Saar, si sono incontrati sotto l’egida degli Stati Uniti d’America, per concordare una serie di misure volte a rafforzare il quadro istituzionale ed economico delle relazioni bilaterali. È stato deciso di elevare le rispettive rappresentanze diplomatiche al rango di ambasciate e di nominare ambasciatori. A questo si aggiungono la ripresa dei voli diretti e un ulteriore rafforzamento della cooperazione economica e strategica.
La decisione principale riguarda lo status delle missioni diplomatiche. I due paesi si sono impegnati a elevare i propri Uffici di Collegamento al rango di Ambasciate e a nominare i rispettivi ambasciatori.
Tale sviluppo modificherà quindi il sistema istituito dal ripristino delle relazioni nel dicembre 2020.
Questo annuncio arriva dopo un periodo caratterizzato da una forte crescita degli scambi bilaterali, poi seguito da un netto rallentamento in seguito allo scoppio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023. Israele aveva quindi richiamato il proprio personale di collegamento da Rabat, mentre diversi aspetti della cooperazione sono stati sospesi o rallentati.
La dimensione economica è stata centrale nella dichiarazione adottata a New York. Rabat e Tel Aviv intendono concludere, entro la fine del 2026, un accordo reciproco di protezione degli investimenti, nonché una convenzione per evitare la doppia tassa fiscale. Questi due strumenti dovrebbero offrire maggiore certezza giuridica agli investitori e chiarire il trattamento fiscale delle attività economiche svolte da entrambe le parti. La loro conclusione dovrebbe inoltre contribuire a facilitare gli investimenti reciproci e a sostenere lo sviluppo degli scambi commerciali tra i due Paesi.
Anche il trasporto aereo deve riacquistare un ruolo di primo piano nelle relazioni bilaterali. Secondo quanto affermato dalla parte israeliana, le compagnie aeree marocchine dovrebbero riprendere a operare voli diretti verso Israele nelle prossime settimane, quasi tre anni dopo la sospensione dei voli successiva al 7 ottobre 2023.
Prima di questa sospensione, i collegamenti aerei tra i due Paesi avevano registrato una crescita significativa. All’epoca, cinque rotte erano operate da quattro compagnie aeree, tra cui la rotta di Royal Air Maroc che collegava Casablanca a Tel Aviv. Lo scorso agosto, la compagnia aerea israeliana Arkia aveva già ripreso i voli tra Tel Aviv e Marrakech, con due voli a settimana.
Oltre agli annunci in ambito economico e aeronautico, le due parti hanno anche pianificato visite reciproche di alti funzionari nei prossimi mesi. Nasser Bourita e Gideon Saar avrebbero dovuto inoltre tenere colloqui bilaterali a New York a margine dell’incontro tripartito.
L’incontro fa seguito al processo avviato nel 2020. Il Marocco annunciò il ripristino delle sue relazioni con Israele il 10 dicembre di quell’anno, nel contesto della decisione americana di riconoscere la sovranità marocchina sul Sahara. Successivamente, il 22 dicembre, a Rabat, fu firmata una dichiarazione tripartita tra Marocco, Israele e Stati Uniti.
Le due capitali avevano inizialmente optato per il mantenimento di uffici di collegamento piuttosto che per l’immediata apertura di ambasciate.
Nel luglio 2023, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciò, in una lettera al Re Mohammed VI, il riconoscimento da parte di Israele della sovranità del Marocco sul suo Sahara. Tuttavia, a questa decisione non seguì alcun cambiamento nelle missioni diplomatiche.
L’incontro di New York segna ora un chiaro impegno a rimettere in moto diverse questioni bilaterali, con scadenze precise per la diplomazia, gli investimenti e i collegamenti aerei.
L’incontro si è svolto il giorno successivo a un ricevimento offerto da Mike Waltz per celebrare il sesto anniversario degli Accordi di Abramo. Erano presenti rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti, del Bahrein, del Marocco, di Israele e del Kazakistan, quest’ultimo aderente agli accordi nel novembre 2025.
Al termine dell’incontro, Gideon Saar ha elogiato i legami storici tra marocchini ed ebrei e ha presentato la dichiarazione adottata a New York come un insieme di misure concrete volte a rafforzare le relazioni tra i due Paesi.
Da ricordare che l’incontro di New York avviene il giorno successivo dell’incontro tra masaad Bouris e il presidente algerino Abdelmajid Tebboune.
Perché proprio in America, e con la presenza del rappresentante degli Stati Uniti alle Nazioni Unite?
Perché gli Stati Uniti sono lo sponsor dei negoziati sul Sahara marocchino, secondo le raccomandazioni della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla base del Piano di Autonomia del Sahara sotto la sovranità marocchina. Gli USA Sono stati anche il ponte attraverso il quale Israele e il Marocco si sono diplomaticamente avvicinati con il riconoscimento da parte di Washington della sovranità marocchina sul Sahara e il ripristino delle relazioni tra Rabat e Tel Aviv.
Questo è particolarmente significativo, dato che siamo ormai alla porta di una nuova sessione del Consiglio di Sicurezza, prevista per la fine di ottobre, per esaminare il conflitto regionale artificiale sul Sahara Marocchino.
Questo incontro fa seguito agli sforzi di Massaad Boulos per portare l’Algeria, la parte principale nel conflitto, al tavolo dei negoziati per arrivare ad una soluzione definitiva e duratura, in conformità con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e basata sulla proposta di autonomia.
Boulos è riuscito a riunire Algeria, Marocco, Mauritania e gruppo Polisario al tavolo dei negoziati ben tre volte. Ha visitato l’Algeria tre volte e ha incontrato il presidente algerino, l’ultima delle quali in giorno prima di questo incontro tripartito tra Stati Uniti, Israele e Marocco.
Questo rinnovato dialogo si inserisce in un contesto regionale ancora segnato dalla questione palestinese.
Lunedì 14 settembre 2026, a Rabat, il Ministro Nasser Bourita, aveva ricevuto il Ministro Thaer Abu Bakr, il quale ha presentato copia delle sue credenziali di Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dello Stato di Palestina in Marocco.
Solo pochi giorni prima, Nasser Bourita aveva parlato con il vicepresidente palestinese Hussein Al-Sheikh della situazione nei territori palestinesi e degli ultimi sviluppi regionali. In questo contesto, il Marocco continua a sostenere la soluzione dei due Stati e la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale.
Nella stessa data 16 settembre 2026, António Guterres, Segretario Generale ha incontrato Nasser Bourita, Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero del Regno del Marocco. “Hanno discusso le questioni relative alla pace e alla sicurezza nel continente africano e la situazione in Medio Oriente. Il Segretario Generale ha ringraziato il Marocco per il suo contributo alle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite”, sottolinea un comunicato dell’ONU.

