Economia

Cristiano Sabino Visita punto di consegna Sardegnafilieracorta e valorizzazzione Km0

Cristiano Sabino
Cristiano Sabino

Oggi Cristiano Sabino e i candidati del Fronte Indipendentista Unidu hanno visitato il punto di consegna prodotti dell’associazione Sardegnafilieracorta nel capannone messo a disposizione dalla Sarda Ortaggi. Qui è stata verificata l’importanza di ampliare questo tipo di commercio che garantisce qualità controllata e un prezzo equo a produttore e consumatore, attraverso la valorizzazione del Km0, ovvero quel commercio i cui prodotti vengono venduti nella stessa zona in cui sono stati coltivati. La parola d’ordine è “attuare”: attuare una politica economica che punti al prodotto di qualità, dunque a una merce garantita nella sua genuinità, un bene che si sostituisca all’alimento globale risparmiando soprattutto nel processo di trasporto.

L’obiettivo è quello di promuovere il patrimonio agroalimentare comunale abbattendo i prezzi, oltre a garantire, chiaramente, un prodotto fresco, sano e stagionale. Quindi: abbattere i prezzi garantendo un alimento fresco e sano e valorizzando le realtà produttive del territorio attraverso una reale politica agricola dell’agro cittadino, per interrompere così la catena della grande distribuzione che ha desertificato la città di Sassari.

Il progetto è quello sposato dal Fronte Indipendentista Unidu e prevede la costituzione del Polo Agroalimentare e della Tradizione della Nurra per la riqualificazione dell’intera zona. Sassari ha infatti urgente bisogno di rilanciare la produzione agricola dell’agro, attraverso il censimento dei terreni comunali abbandonati e il recupero delle terre incolte (legge 440/1978). Terre da convertire in terreni agricoli o per l’allevamento, i cui scopi siano alimentari, ma anche educativi, attraverso le fattorie didattiche.

Infine, nell’ottica del mangiar sano il Fronte propone l’eliminazione dalle scuole delle macchinette self-service, elargitrici di cibi spazzatura. In virtù di ciò punta alla stipula di opportune convenzioni che portino, nel corso di 5 anni, ad utilizzare il 50% dei prodotti della Nurra o sardi in tutte le mense scolastiche, universitarie, ospedaliere e in generale in tutte le mense pubbliche del territorio comunale attraverso la creazione di gruppi di acquisto ufficiali coadiuvati dal Comune. Ciò sarà possibile in quanto le scuole sassaresi sono quasi tutte dotate di cucine. L’Unione Europea, infatti, agli inizi degli anni Duemila, le ripristinò completamente, anzi in molte scuole arrivarono proprio nuove. Queste cucine, però, non furono mai collaudate, perché nello stesso anno venne esternalizzato il servizio mensa (anche quello degli ospedali) a ditte come la Laser, ma anche ad altre vere e proprie multinazionali del cibo sotto vuoto, scondito e spesso di provenienza continentale.

Fronte Indipendentista Unidu Sassari


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