Mutui: lo spread continuerà a calare e crescerà la domanda
Osservatorio Crif e MutuiSupermarket lancia le previsioni per i prossimi mesi. Proiezioni positive e settore in salute
Mutui in netta crescita per tutto il 2014. L’anno appena andato agli archivi è stato caratterizzato da una significativa ripresa del comparto crediti (+31% a dicembre 2014), con particolare interesse per i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni immobili. Sono aumentate sia domanda che offerta, sempre più consumatori scelgono di informarsi sulla surroga del mutuo, sospinti da scenari favorevoli, i costi dei prestiti toccano vertici negativi mai sfiorati prima, l’intero settore riacquista dinamismo e vitalità.
Mutui, i prossimi mesi saranno di crescita
Secondo l’Osservatorio Crif e MutuiSupermarket, i prossimi mesi saranno di ulteriore crescita per il settore mutui, sostenuto da una serie di fattori propizi che dovrebbero sospingere, dopo anni di contrazione, il riavvio del mercato creditizio. Sarà importante capire il reale impatto che avrà il Quantitative Easing sul settore, mentre lo spread si preannuncia in ulteriore ribasso e l’offerta presentata ai consumatori si sta configurando su parametri via via più appetibili.
Spread in calo
Uno degli elementi chiave nei prossimi mesi sarà il valore dello spread sui mutui che, secondo le stime dell’Osservatorio, continuerà a calare, attestandosi su una soglia inferiore all’1,5%. Lo spread rappresenta il costo aggiuntivo (definito carico) applicato dall’istituto di credito sul tasso d’interesse. In pratica, esso quantifica il margine di guadagno realizzato da parte della banca. Il calo dello spread si traduce, ovviamente, in un minor costo dei mutui per i consumatori.
Già nell’ultimo trimestre del 2014, lo spread sui mutui ha registrato una contrazione dello 0,65% rispetto a inizio anno, ma le contrazioni sono destinate a perdurare e a diventare ancora più significative nel corso dell’anno. “Il 2015 – afferma Stefano Rossini, amministratore di MutuiSupermarket.it – si sta aprendo con un chiaro nuovo round di taglio prezzi da parte delle banche che sta rapidamente prendendo forma proprio in questi giorni, con alcune primarie banche che hanno già annunciato un taglio dello spread compreso fra i 10 e 30 punti base, e contemporaneamente hanno eliminato alcune fasce di differenziazione del pricing per percentuale di intervento, omogeneizzando maggiormente l’offerta sui diversi segmenti di domanda.”
Crescono i mutui a tasso fisso
Forse per via di un andamento incostante e imprevedibile, nel 2014 si è registrato un sensibile aumento dei mutui a tasso fisso, i quali hanno registrato un incremento di 6 punti percentuali nell’arco del 2014, passando dal 16% di inizio anno al 22% di dicembre. Una scelta che può comportare benefici nel lungo periodo ma che, al momento, implica una spesa stimata tra il 10 e il 15% in più rispetto al tasso variabile.
I fattori che incidono sul mercato
Nei primi 9 mesi del 2014, fa sapere l’Agenzia delle Entrate, il settore mutui ha segnato un +2,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. Un incremento minimo ma significativo, poiché segue a un ciclo di contrazioni che durava da anni. A sospingere la ripresa del comparto concorre una serie di fattori. Il valore del prezzo delle case attesta una contrazione media del 4,65%, i tassi d’interesse sono scesi su soglie sconosciute finora, mentre l’Euribor a 1 mese ha sfondato in ribasso la soglia dello zero, raggiungendo persino valori in negativo (-0,002% lo scorso 21 gennaio). Ora, con il nuovo corso lanciato dal Quantitative Easing, si preannunciano ulteriori incrementi della domanda, mentre anche la posizione delle banche si è leggermente ammorbidita. Forse ci siamo, stavolta il settore potrebbe davvero ripartire.