Friggere in olio d’oliva fa bene
Il fritto in olio d’oliva è salutare perché non altera le proprietà degli alimenti e fornisce buone quantità di antiossidanti che scegliendo altre cotture, come la bollitura, verrebbero meno
La frittura è una delle tecniche di cottura più sconsigliate da chi desidera seguire uno stile di vita salutistico perché considerata, a torto, potenzialmente calorica. Consumare dei fritti, senza abusarne, può invece essere positivo perché si assumono maggiori quantità di sostanze nutritive.
Lo studio sulla frittura in olio d’oliva
Una ricerca condotta presso l’Università spagnola di Granada ha preso in esame le differenze esistenti fra alcuni alimenti fritti e bolliti. Gli studiosi si sono concentrati sulle patate, melanzane, zucca e pomodori scoprendo che l’olio extra vergine d’oliva è in grado di mantenere inalterate e in quantità maggiore, preziose sostanze. Dai test è emerso che gli stessi cibi cotti in maniera differente, bolliti o fritti, possono diventare più o meno nutrienti e salutari. Le patate, così come altri prodotti, quando vengono fritte nell’olio sono maggiormente benefiche e apportano percentuali più alte di antiossidanti, indispensabili per contrastare l’azione dei radicali liberi.
Perché fa bene friggere in olio d’oliva
La frittura, all’interno di un regime alimentare variato ed equilibrato, viene quindi riammessa, a patto che sia preparata con prodotti di qualità, a partire dall’olio d’oliva. I ricercatori spagnoli hanno scopeto che friggere favorisce non soltanto lo sviluppo di antiossidanti ma anche di sostanze fenoliche utili per tenere lontane numerose patologie croniche, come per esempio il diabete. Mangiare dei fritti, senza esagerazioni, potrebbe anche avere delle ripercussioni positive sul metabolismo e sul fegato.
Le regole per friggere in olio d’oliva
Una frittura sana e buona deve rispettare alcune regole fondamentali, la prima delle quali riguarda la scelta di un buon olio d’oliva prodotto in Italia che non dovrebbe mai superare i 140 gradi .L’olio d’oliva è da preferire perché ha un punto di fumo piuttosto alto, 240 gradi, rispetto ad altri prodotti; in alternativa si può scegliere l’olio di arachidi o il burro chiarificato che si può acquistare già pronto al supermercato o realizzare a casa.
E’ importante cuocere pochi pezzi per volta in olio d’oliva caldo, ma non bruciato, ed abbondante; gli alimenti, una volta cotti, dovranno essere scolati e passati sulla carta assorbente, così da eliminare il grasso in eccesso. L’olio in cui si sono già cotti d cibi non si riutilizza, neanche dopo averlo filtrato.
Una volta utilizzato deve essere raffreddato e poi trasferito in un contenitore da conferire nelle apposite campane o presso l’isola ecologica del proprio Comune. Buttare l’olio usato nel lavandino o negli altri scarichi è altamente inquinante e danneggia gravemente l’ambiente.


