Sassari, Festival Asincronie riflette sul rapporto tra carcere e città

Mercoledì 4 giugno la seconda giornata del festival di cinema documentario e fotografia Asincronie, organizzato a Sassari dal collettivo di filmmaker e fotografi 4Caniperstrada, con il sostegno del Comune di Sassari,
della Fondazione di Sardegna e della Regione Sardegna, si apre con un focus sul rapporto tra carcere e città. Di mattina (h.10 – 13, incontro presso Spazio Bunker) prosegue infatti il laboratorio di ricerca urbana, ecologia
politica e pratiche dell’ascolto “Linfa (appunti per una semina)”, a cura di Studiovuoto, con Valeria Muledda e Dario Bottazzi, che si propone di condurre i partecipanti in una esplorazione urbana attraverso le pratiche di
riconoscimento della flora intorno alle mura del vecchio carcere di S. Sebastiano e a quello nuovo di Bancali.
Il tema della detenzione attraverso le storie di vita è al centro anche dell’incontro del pomeriggio (17:30, Spazio Bunker), con il regista Giovanni Cioni e lo scrittore Giovanni Farina, che nel podcast “9999, una grande
vita lunga” ripercorrono, attraverso una lunga intervista, la vita fuori dall’ordinario di Giovanni Farina. Dall’infanzia di pastore sardo in Toscana al mito di bandito imprendibile, dalla condanna per il sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini alla scoperta della scrittura come rifugio nei lunghi anni di detenzione, fino al percorso per ricostruirsi una vita da uomo libero.
Giovanni Cioni è autore di numerosi documentari premiati in importanti festival internazionali. Il suo incontro con Giovanni Farina avviene un giorno di marzo del 2024, quando Farina ha appena riconquistato la libertà, dopo 40
anni in carcere. Il podcast è un viaggio nell’esistenza di un sopravvissuto all’ergastolo: le parole di Farina portano chi ascolta lontano nello spazio – nella giungla del Venezuela e in Australia, durante gli anni
della latitanza – e poi nell’isolamento di una cella, fino ai primi passi di una vita da reinventare. Un viaggio sonoro e cinematografico –di immagini sonore come delle reminiscenze, in cui le parole ripercorrono una vita, e la rivivono.Oltre alla presenza dell’autore e del protagonista sarà disponibile una selezione di libri di Giovanni Farina.
Alle 21 il festival si sposta al Cinema Cityplex Moderno per la visione in prima regionale (ingresso gratuito) del documentario “Fiume o morte!” del regista croato Igor Bezinović, che dopo la proiezione dialogherà con Nadia
Rondello della Società Umanitaria Alghero. Originale lavoro a metà strada tra creazione e ricostruzione storica, “Fiume o morte!” (Croazia, Italia, Slovenia, 2025, 112’) ripercorre, un secolo dopo e con una notevole carica
ironica, la famosa impresa del “Vate” Gabriele D’Annunzio, che il 12 settembre del 1919 entrò nella città di Fiume con un drappello di “legionari” e – al grido di: “Fiume o morte!” – tentò di annetterla all’Italia. Gli attori del film sono gli abitanti della Fiume contemporanea (in croato, Rijeka), coinvolti dal regista in una riflessione collettiva su una pagina controversa della loro storia.



