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Cagliari, : Festival Si muove la città: doppio appuntamento questa settimana tra cinema e musica dal vivo

Mercoledì nel viale Buoncammino per l’apertura della rassegna cinematografica e giovedì nel Parco della musica per il secondo appuntamento degli spettacoli dal vivo. Dopo l’affollato debutto della scorsa settimana, il Festival Si muove la città, voluto e organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari con la direzione artistica di Massimiliano Medda, riparte con due serate all’insegna del cinema d’autore e della musica. Non solo spettacoli dal vivo infatti ma anche un ciclo di film in programma tutti i mercoledì selezionati prevalentemente su tematiche al femminile. Si inizia il 2 luglio con Speriamo che sia femmina un classico di Mario Monicelli che sarà proiettato dalle 21:30 nella piazzetta Fernando Pilia, nel viale Buoncammino.

Per il cartellone degli spettacoli si prosegue nel Parco della Musica il 3 luglio quando dalle ore 21:00 si esibiranno i Buzizing Jars, ovvero gli “ottoni” dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Lirico di Cagliari (due trombe, un corno, un trombone, il basso tuba) e gli strumenti a percussione (vibrafono e batteria). Il repertorio che la Buzzing Jars Brass Band regala al pubblico, è composto da brani che spaziano tra generi e memoria, senza però cedere troppo alla nostalgia, senza vedere nel passato tutto il bene e nel presente tutto il male. Una serata dove affiorano in superficie suggestioni di altre epoche e latitudini, attraversata da celebri standard jazz e da brani altrettanto famosi che appartengono alla storia del tango, della bossa nova, della musica leggera di casa nostra, delle colonne sonore e che si spingono fino ai territori della dance. Un repertorio che consente all’ensemble, formato da cinque ottoni, vibrafono, batteria, di spaziare all’interno di atmosfere diversificate, conferendo così al concerto un intelligente e affascinante carattere di eterogeneità. Ogni tema diventa un piccolo mondo magico, in cui le abilità dei singoli non si sovrappongono al racconto, alla narrazione, ma spingono verso un dialogo interno che si snoda attraverso un empatico gioco di relazioni, condito qua e là con un po’ di humour.

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