Marocco e Senegal rafforzano la loro alleanza strategica: 17 accordi per un partenariato multidimensionale oltre le tensioni sportive

Rabat e Dakar voltano pagina e rilanciano con forza la loro cooperazione bilaterale. La firma di 17 accordi e memorandum d’intesa tra Marocco e Senegal, avvenuta a margine della 15ª sessione della Commissione mista marocchino-senegalese, rappresenta un segnale politico ed economico di grande rilievo, soprattutto in un contesto regionale segnato da sfide comuni e recenti tensioni sul piano sportivo.
La Commissione, riunitasi a Rabat il 26 e 27 gennaio, si è svolta sotto la presidenza del capo del governo marocchino Aziz Akhannouch e del primo ministro senegalese Ousmane Sonko. L’incontro ha confermato la volontà condivisa di rafforzare un partenariato storico, fondato su legami politici, economici, religiosi e culturali profondi.
Gli accordi firmati coprono un ampio ventaglio di settori strategici: industria, agricoltura, pesca marittima, istruzione superiore, sicurezza alimentare, oltre allo sviluppo delle piccole e medie imprese e al rafforzamento delle infrastrutture industriali. Sono stati inoltre sottoscritti memorandum relativi alla cooperazione giovanile e all’istituzione di un meccanismo di consultazione consolare, volto a facilitare la mobilità e la tutela dei cittadini dei due Paesi.
Nel suo intervento, Aziz Akhannouch ha sottolineato che questa Commissione “riflette la volontà del Regno del Marocco e del Senegal di elevare le loro relazioni a livelli multidimensionali”, evidenziando come l’incontro rappresenti un’opportunità concreta per dare nuovo impulso alle relazioni economiche e sociali. Il capo del governo marocchino ha inoltre ricordato il ruolo centrale della dimensione religiosa, in particolare i legami storici tra le confraternite, come elemento di coesione e stabilità nei rapporti bilaterali.
Da parte sua, il primo ministro senegalese Ousmane Sonko ha insistito sulla necessità di riequilibrare e rafforzare le relazioni economiche, favorendo un maggiore accesso delle imprese senegalesi al mercato marocchino. Sonko ha sottolineato come le aziende del suo Paese aspirino a investire in Marocco, seguendo l’esempio delle numerose imprese marocchine già attive in Senegal in settori chiave quali banche, assicurazioni, energia ed edilizia.
I dati economici confermano la solidità di questo partenariato: nel 2024 gli scambi commerciali tra Rabat e Dakar hanno raggiunto 3,7 miliardi di dirham (circa 370 milioni di dollari), accompagnati da un aumento significativo degli investimenti marocchini in Senegal. Un dinamismo che le due parti intendono ulteriormente rafforzare attraverso l’organizzazione di un forum economico congiunto al termine dei lavori della Commissione.
La riunione si è svolta tuttavia in un clima particolare, segnato dalle tensioni tra tifosi seguite alla finale della Coppa d’Africa (AFCON), vinta dal Senegal in un torneo ospitato dal Marocco tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Gli episodi controversi dell’arbitraggio, culminati in un rigore assegnato al Marocco nei minuti di recupero e nelle proteste dei giocatori senegalesi, avevano alimentato polemiche e reazioni emotive.
Su questo punto, Sonko è stato chiaro: “Lo sport non può dividere i Paesi”. Il premier senegalese ha invitato a non dare eccessivo peso a episodi sportivi, ribadendo che le relazioni tra Marocco e Senegal sono più forti di qualsiasi partita. Dichiarazioni analoghe sono giunte anche da parte delle autorità marocchine, a conferma di una volontà comune di mantenere separati sport e diplomazia.
In questo contesto, la recente politica della “mano tesa” lanciata dal Re del Marocco verso i partner africani sembra aver già prodotto effetti concreti. Il messaggio reale, improntato al dialogo, alla cooperazione Sud-Sud e al rispetto reciproco, è stato pienamente recepito dalle forze politiche e istituzionali marocchine, che ne stanno traducendo lo spirito in iniziative tangibili.
Il rafforzamento delle relazioni con il Senegal si inserisce così in una visione più ampia del Marocco come attore africano responsabile e solidale, capace di promuovere stabilità, sviluppo condiviso e integrazione regionale. Un approccio che conferma il ruolo del Regno come ponte tra Nord e Sud e come partner credibile per un’Africa in trasformazione.
