Nucleare: Calenda a Pichetto se il Governo farà decreti li voteremo

I decreti attuativi sul nucleare “li covano da due anni”, arrivarci entro fine anno come anticipato dal ministro Pichetto Fratin “vuol dire che cominciamo a pensare su come istituire l’autorità sul nucleare, non che cominciamo a costruire una centrale. Comunque, se il Governo li farà, Azione li voterà, ma non ci credo neanche se lo vedo perché questo governo ha un problema a fare cose che possono essere contestate con un referendum”. Lo ha dichiarato il senatore e segretario di Azione Carlo Calenda in occasione della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” in corso presso Assolombarda.
Per Calenda serve “un piano europeo per il ritorno al nucleare” ed in generale è l’Europa l’orizzonte a cui si deve guardare. “Bisogna riflettere su un’Eruopa più coesa – ha detto infatti Calenda – perchè se parliamo solo della grazia a Nicole Minetti ne usciamo male”. Per questo Azione ha lanciato una petizione per l’abolizione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo. Intervistato da Fabio Massa, presidente Fondazione Stelline e Giancarla Rondinelli, giornalista TG1, Calenda ha anche sottolineato che “piuttosto che di legge elettorale, suggerirei a Meloni di occuparsi di cose più rilevanti, dal collasso del Sistema sanitario nazionale ai salari, e lo dice chi ha sempre votato i provvedimenti ritenuti giusti, quindi non c’è antipatia ideologica”.


