Milano, rapporto: Terrorismo internazionale e crimine organizzato: alleane miliardarie

Come si finanziano oggi le reti terroristiche internazionali? Stabilendo sinergie sempre più marcate con le organizzazioni criminose transnazionali fino a specializzarsi come intermediari finanziari globali in grado di facilitare il trasferimento e la pulizia dei capitali provenienti da attività illecite. Tra queste spicca l’organizzazione terroristica libanese Hezbollah che da decenni è coinvolta in operazioni di traffico di droga, diamanti da conflitto, zanne d’elefanti, armi, e altre attività criminali, incluso il riciclaggio del denaro sporco dei grandi cartelli criminali transnazionali. Grazie alla sua rete globale, Hezbollah è in contatto e offre servizi intermediari a molteplici compagini criminose, anche qui in Europa, inclusa l’Italia. Si stima che Hezbollah ricavi tra i 400 e i 600 milioni di dollari all’anno dal suo ruolo di intermediario del traffico di cocaina, movimentando droga per il valore di miliardi all’anno – una percentuale significativa del mercato globale, se si considera che il suo valore totale è stimato intorno a tra 110 e 130 miliardi l’anno.
E’ quanto emerge dal rapporto su “Economia del terrorismo: attori, finanziamenti, reti, infrastrutture e responsabilità”, curato da Emanuele Ottolenghi, Senior Research Fellow del “Center For Research on Terror Financing” (CENTEF) che viene presentato oggi pomeriggio a Milano in un convegno organizzato dall’associazione Setteottobre alle ore 18.30 il Teatro Franco Parenti, in cui interverranno anche Ludovico Festa e Stefano Parisi.
Nel rapporto, Ottolenghi sottolinea che la convergenza tra crimine organizzato e terrorismo internazionale rappresenta una minaccia che le autorità di molti paesi occidentali riconoscono da tempo come un problema urgente e in crescita, mentre ancora messa a fuoco dalle opinioni pubbliche occidentali. Hezbollah, un’organizzazione terroristica ispirata da una visione teocratica millenaristica e totalitaria, che ha indottrinato un intero popolo al martirio e alla violenza e ha diffuso questa visione anche all’estero, non ha esitato a entrare in combutta con il crimine organizzato per alimentare le sue ambizioni politiche e ideologiche. Eppure molti oggi ancora difendono la necessità di considerare Hezbollah non come un’organizzazione terroristica ma un partito politico, un interlocutore chiave in Libano. Ebbene, a prescindere da come venga considerato è un fatto che Hezbollah è un sindacato internazionale del crimine. Parlare con loro, negoziare con loro, è come farlo con la mafia. Senza i loro servigi, il crimine organizzato che minaccia la sicurezza e l’integrità delle nostre società avrebbe vita più dura.




