Cagliari, convegno: sicurezza nei cantieri tra prevenzione, innovazione, confronto e rivoluzione tecnologica.

Sicurezza nei cantieri tra prevenzione, innovazione, confronto e rivoluzione tecnologica.
Oltre 200 partecipanti a Cagliari per il lavoro sicuro nell’edilizia nell’iniziativa REGIONALE di Formedil Caes Sardegna tra dibattiti, formazione e prove pratiche.
In Sardegna 23mila imprese delle costruzioni con 43mila addetti ma crescono ancora gli infortuni sui luoghi di lavoro: nel 2025 sono stati 12.230 in aumento del 0,83% rispetto al 2024. 977 solo nelle costruzioni.
Le imprese artigiane delle costruzioni sono pronte a investire in conoscenza, formazione e nuove tecnologie per far diminuire gli incidenti sui luoghi di lavoro e ridurre il più possibile le malattie professionali correlate.
E’ questo, in sintesi, il risultato dell’iniziativa regionale, svoltasi ieri a Cagliari, organizzata da Formedil Caes Sardegna, dal titolo “L’innovazione nella sicurezza dei cantieri – Il cantiere del futuro tra lavoratori esperti e nuove generazioni”, inserita nel quadro delle attività promosse dalla rete nazionale Formedil in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro 2026.
Dedicato alla lotta contro gli infortuni nelle imprese delle costruzioni della Sardegna e alla tutela dei lavoratori, l’evento ha visto il confronto tra Cassa Artigiana dell’Edilizia della Sardegna, Inail Direzione Regionale Sardegna e dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari di
fronte a una platea di oltre 200 partecipanti composta da Istituzioni, imprese e lavoratori, ricercatori, rappresentanti sindacali, tecnici del settore e studenti.
Per le imprese sicurezza e prevenzione, tecnologia, innovazione e cantiere del futuro, benessere fisico e riduzione del lavoro, invecchiamento degli addetti e passaggio generazionale, non sono più semplici intenzioni ma veri obiettivi concreti da raggiungere per un lavoro in edilizia più evoluto, più sicuro, meno usurante e più
attrattivo per le nuove generazioni e che tenga alta l’attenzione sui temi della prevenzione, della formazione e della tutela della salute nei cantieri.
L’iniziativa è stata anche l’occasione anche per evidenziare come le nuove tecnologie non siano solo semplici strumenti di sicurezza ma anche soluzioni concrete per migliorare la qualità del lavoro, ridurre la fatica fisica e rendere il settore più moderno e competitivo.
I partecipanti poi hanno preso parte ai workshop pratici e alle dimostrazioni nei cantieri e sui ponteggi appositamente allestiti nelle aree dedicate, in cui le imprese e i dipendenti e gli interessati hanno testato le tecnologie e le soluzioni innovative che hanno incluso l’uso di esoscheletri, sistemi anticaduta, protezioni
collettive, dimostrazione di dispositivi di protezione individuale e formazione nei cantieri attraverso la realtà virtuale nonché la sensoristica relativa alla misurazione della salute sotto carico e sotto stress da lavoro.
“La sicurezza sul lavoro non è mai stata un tema divisivo, ma uno spazio di confronto e collaborazione tra le parti sociali – afferma Salvatore Loi, Presidente di Formedil CAE Sardegna – quando si parla di infortuni e malattie professionali, il dialogo tra imprese e lavoratori non è un elemento accessorio, ma una condizione
indispensabile per costruire soluzioni efficaci e credibili. La sicurezza è una responsabilità condivisa: imprenditori e lavoratori, ciascuno nel proprio ruolo, devono impegnarsi per ridurre i rischi, prevenire gli incidenti e contrastare le malattie professionali, spesso legate a cattive abitudini o all’uso scorretto dei dispositivi
di protezione”. “Questo significa investire in organizzazione, formazione e prevenzione, ma anche promuovere una cultura della responsabilità quotidiana – continua Loi – occorre però riconoscere che, soprattutto per le micro e piccole imprese artigiane, sostenere continui investimenti in innovazione e formazione può essere
complesso. È qui che la bilateralità assume un ruolo decisivo: creare percorsi condivisi, mettere in rete competenze e strumenti concreti, trasformando le idee in progetti e i progetti in azioni positive”.
“Oggi parlare di sicurezza significa parlare anche di innovazione – conclude – nuove tecnologie possono aiutare a prevenire i rischi, migliorare la formazione e monitorare situazioni critiche. Ma l’innovazione ha valore solo se entra davvero nei cantieri e nella quotidianità delle imprese. Per questo il ruolo di enti come Formedil CAE Sardegna è accompagnare il cambiamento e sostenere nuovi percorsi di formazione e prevenzione”.
Ma gli incidenti sul lavoro in Sardegna non accennano a diminuire. E i dati diffusi dall’INAIL durante l’evento sono eloquenti: gli infortuni in Sardegna nel 2025 sono stati 12.230 in aumento del 0,83% rispetto al 2024. Quelli nelle costruzioni, sempre nel 2025, in Sardegna sono stati 977 in aumento del 10,02% rispetto 2024. Cresce anche il numero delle malattie professionali: in Sardegna nel 2024 furono 7.370 di cui 1.633nelle costruzioni. Tra queste: 764 costruzioni di edifici, 678 Lavori di costruzione specializzati e 191 Ingegneria civile. Ma
crescono anche le posizioni assicurative aperte dalle imprese tra 2020 e 2024, che hanno registrato un +9,6%, con un incremento occupati del 40%. Preoccupa anche l’impetuoso aumento delle malattie professionali
che si presentano a distanza di tanti anni dell’agente causale. Per contrastare questi numeri l’impegno di INAIL nell’Isola, dal 2010 a oggi, è stato un investimento di 96 milioni di euro in progetti di prevenzione nelle imprese. L’ultimo bando INAIL, quello del 2025 per la prevenzione, vedrà un contributo verso le imprese di 9,440 milioni
di euro.
Per il Direttore Regionale dell’INAIL Sardegna, Gian Franco Mariano Spanu, “l’INAIL è da sempre fortemente impegnata nella promozione di azioni finalizzate alla riduzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. In questi anni ha sviluppato una proficua collaborazione con Università, Enti pubblici, Associazioni d’impresa e Organizzazioni sindacali, promuovendo attività di sensibilizzazione e formazione e sostenendo le imprese attraverso finanziamenti mirati alla riduzione, o all’eliminazione, dei rischi nei luoghi di lavoro e
alla diffusione della cultura della prevenzione. Nonostante il costante impegno profuso, i dati evidenziano un aumento degli infortuni correlato alla crescita dei nuovi contratti di lavoro.
Questo scenario conferma la necessità di intensificare gli sforzi e ampliare le collaborazioni, sviluppando progetti strutturati e mirati, capaci di rispondere alle specifiche criticità del territorio regionale e di trasferire i risultati ottenuti alle categorie professionali maggiormente coinvolte. In questo contesto, diventa fondamentale promuovere una nuova cultura della sicurezza e della prevenzione nelle imprese del settore delle costruzioni. Fare rete tra istituzioni, imprese e parti sociali significa favorire la conoscenza e l’adozione dei nuovi dispositivi di protezione individuale intelligenti, diffondendo la consapevolezza che investire nella prevenzione, nella formazione e nell’innovazione rappresenta non solo un obbligo, ma anche un’opportunità concreta per migliorare la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.
Il panorama delle imprese delle costruzioni in Sardegna.
I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonti Istat, Eurostat, Svimez, Banca d’Italia. Movimprese, UnionCamere ed Excelsior, hanno fotografato un comparto delle costruzioni solido, vitale e sempre più strategico per l’economia regionale, ma anche un settore che si trova davanti alle più grandi trasformazioni della sua storia: la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, la transizione green, i cambiamenti
demografici e un nuovo modo di abitare delle comunità. Nel terzo trimestre dell’anno, nell’Isola operano 22.873 imprese delle costruzioni, di cui 13.135 artigiane, pari al 57% del totale. Un tessuto produttivo composto soprattutto da micro e piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale del settore: il 91,5% degli addetti lavora in realtà con meno di 50 dipendenti. Gli addetti complessivi sono 41.831, di cui 21.970 nell’artigianato, capace di generare 1,329 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 39,5% del totale artigiano sardo, quota ben superiore alla media nazionale.
Grazie alla spinta del superbonus e alla ripresa degli investimenti, l’occupazione ha registrato un incremento senza precedenti: oltre 9.000 addetti in più tra il 2019 e il 2023.
La Sardegna ha fatto segnare il miglior dato nazionale, con una crescita del +17,9%, contro il +2,6% dell’economia regionale. A trainare questa dinamica è soprattutto l’aumento degli indipendenti, cresciuti del 93,7% negli ultimi cinque anni. Il comparto continua comunque a espandersi: nel primo semestre 2025 l’occupazione cresce ancora (+1,2%), mentre aumentano in modo significativo le imprese più strutturate, come le Srl (+21,1%), indice di una crescente solidità organizzativa.
Chi è Formedil Caes Sardegna.
“Formedil CAES Sardegna PMI e Artigianato” è l’Ente Unico per la Formazione e la Sicurezza nell’edilizia artigiana sarda, punto di riferimento unico per la formazione professionale e la sicurezza nei cantieri edili artigiani dell’Isola, nato dalla volontà condivisa delle Parti Sociali regionali – ANAEPA Confartigianato Imprese
Sardegna FILLEA CGIL Sardegna, FILCA CISL Regionale Sardegna e FE.N.E.A.L. – U.I.L. Sardegna.
Tra i suoi vari compiti ci sono quelli di mettere in campo iniziative a favore della Sicurezza e Consulenza in Cantiere, Formazione Certificata e l’Innovazione e nell’attuazione, nell’ambito della Sicurezza, dei compiti assegnati dalla contrattazione collettiva.


