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Appunti dal Pellegrinaggio a Fatima

La storia dei Pastorelli di Fatima mi è stata raccontata molte volte, sin da quando ero piccola: sono tra i primi santi di cui ho conosciuto la vita. Ne parlavamo spesso a catechismo e durante l’oratorio, ma, in quei momenti, non avrei mai pensato di vedere di persona i luoghi dove sono vissero e dove apparvero loro l’angelo e la Madonna. Qualche anno fa mi è stato detto che tutte le estati viene organizzato un pellegrinaggio a Fatima e mi fu proposto di parteciparvi. Finalmente, quest’anno sono andata.

Prima di partire, in molti mi hanno parlato di quanto sia bella Fatima e di come lì si senta forte la presenza della Madonna. Volevo poter sentire anch’io quella sensazione di vicinanza con Maria, ma avevo paura di restare delusa. Non vedevo l’ora di arrivare per potermi togliere questa preoccupazione. Mentre scendevo dal bus, che da Lisbona ci ha portati a Fatima, mi è tornato in mente all’improvviso questo pensiero e mi sono chiesta, per l’ultima volta: “sentirò la presenza di Maria?”. Contemporaneamente, mi sono voltata e la prima cosa che ho visto in quel momento è stata una grande statua della Madonna, come se fosse lì proprio per accoglierci, dopo il lungo viaggio. La statua si trovava al centro della vetrina di un negozio che, siccome era notte, era illuminata. Ho sentito che Maria era veramente lì con me e ogni paura è svanita. Ho capito che ero finalmente arrivata e mi sono sentita bene, nonostante la stanchezza e il freddo della sera. Ogni mattina, pensando a Maria, la sentivo vicina, ed era così anche in ogni altro momento e in qualunque luogo mi trovassi. Fatima è un posto speciale; pieno di pace e di tranquillità. Non c’è mai confusione.

In quei cinque giorni di permanenza a Fatima abbiamo vissuto dei bellissimi momenti. Eravamo quattro ragazze e ci siamo trovate subito bene insieme. Il primo giorno abbiamo incontrato, nella Basilica della Santissima Trinità, una ragazza italiana che aveva appena finito il cammino di Santiago. Aveva deciso di fermarsi un giorno a Fatima, prima di tornare a casa, e stava cercando un gruppo italiano, per poter ascoltare le spiegazioni di una guida e scoprire meglio la storia delle apparizioni di Fatima. Quando ha sentito che anche noi eravamo italiane, ci ha chiesto se poteva unirsi a noi per un po’. Così, l’abbiamo invitata a passare con noi l’intera giornata, visitando insieme il Museo delle cere. È stato molto bello averla incontrata; ci ha parlato di sé ed ha condiviso con noi l’esperienza fatta nel il cammino di Santiago.

Durante il pellegrinaggio, ci sono state molte occasioni per condividere la propria storia e le emozioni provate visitando i luoghi della vita dei Pastorelli. Nei momenti di preghiera abbiamo affidato tante intenzioni alla Madonna, anche pregando le une per le intenzioni della altre. Erano momenti molto belli e intensi. Le visite al Museo delle cere, ai luoghi dell’Apparizione dell’Angelo e alle case dei Pastorelli erano carichi di messaggi e insegnamenti.

Mi sono resa conto che conoscevo la storia dei Pastorelli solo superficialmente; c’erano tanti episodi che non sapevo! Quando, durante le visite, i Sacerdoti ci spiegavano le parole e gli eventi accaduti durante le Apparizioni, ogni cosa si arricchiva e acquistava un significato molto più grande.

Un giorno siamo andate a Nazaré, per visitare il santuario di Nostra Signora di Nazaré, che si trova proprio sopra una scogliera affacciata sull’Oceano Atlantico. Un panorama stupendo! Nel pomeriggio, mentre facevamo una passeggiata sulla spiaggia, eravamo tutte ammirate per l’Oceano e per la scogliera che, scendendo verso il mare, formava grotte e scorci bellissimi. Abbiamo ripensato alla preghiera recitata quella stessa mattina, durante le lodi: “Benedite, opere tutte del Signore, il Signore” (Daniele 3,57-88). Questo ci ha ricordato quanto siano belle e perfette le creazioni di Dio.

Il giorno precedente la partenza abbiamo percorso la Via Crucis e, la sera, abbiamo concluso il nostro pellegrinaggio facendo le “portantine”, nella processione dopo il Rosario internazionale. Poi, in ginocchio, abbiamo percorso anche la Via Bianca. Quel giorno pensavo che avrei finito la serata stanchissima e che forse non sarei riuscita a seguire tutta la Via Bianca. Ma, quando abbiamo iniziato a prepararci come “portantine”, mi sono sentita emozionata e felicissima. Non vedevo l’ora di poter portare la statua della Madonna! Era pesante, ma dopo averla portata mi sentivo carica di energia! Non ero affatto stanca e non vedevo l’ora di andare a percorrere anche la Via Bianca. Alla fine della serata avevo nel cuore una grande gioia.

Non dimenticherò mai questo pellegrinaggio e non vedo l’ora di poter tornare a Fatima.

Elena Maccelli

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