Società

Volontà ed esercizio per aumentare la concentrazione e dirigere la coscienza

Lo Yoga, nei suoi aspetti e nelle sue forme più accessibili agli occidentali, riscuote oggi un crescente interesse in tutto il mondo, soprattutto nella grande famiglia degli intellettuali, degli artisti degli sportivi e in tutti noi. Molte decine di migliaia di europei si dedicano attualmente con entusiasmo a questa disciplina del corpo e dello spirito, e coltivano assiduamente questa pratica così antica, che i recenti ritrovamenti archeologici, affiorati nella valle dell’Indo, fanno risalire ad almeno 4000 anni avanti Cristo.Uno dei concetti fondamentali dello Yoga, e della filosofia indiana in generale, è che la coscienza può essere diretta in ogni parte del corpo: che essa può,  n altre parole, “animare” il corpo in ogni sua parte.

Lo Yoga dunque ci dà in mano la chiave per dominare tutte le nostre energie positive e negative, noi possiamo con la semplice concentrazione del pensiero, determinare coscientemente correnti di energia su una parte del corpo e a nostro piacimento.

Provate a fare questo esperimento: ” Alzate la mano destra, a pugno chiuso, ma con l’indice teso e dirigete la vostra coscienza sul dito indice, cioè concentratevi, pensate alla punta del’indice; poco dopo sentirete un forte formicolio ed un aumento di calore proprio in quella zona. Quel calore non è solo frutto della vostra concentrazione,ma anche il flusso sanguigno cresce e, a poco a poco, il dito diventa sempre più caldo. Se nella prima prova non riuscite bene a dirigere l’attenzione, provate ancora: riuscirete nel vostro esperimento dopo alcuni tentativi.

Lo Yoga ci insegna che l’effetto benefico di questa direzione della coscienza consiste essenzialmente nel fatto che noi possiamo determinare, per mezzo di essa, un afflusso di sangue in una qualunque parte del nostro corpo. Chi diventa capace, dopo una serie di esercizi ben fatti, di dirigere la propria attenzione, potrà trarne un grande vantaggio per il proprio corpo.

Facciamo qualche esempio relativo alla salute. Si può evitare un raffreddore, se, col tempo piovoso o ventoso, concentriamo con forza la nostra mente sui piedi, indirizzando verso di essi la nostra coscienza: in questo modo, infatti, si riesce a sviluppare energia positiva, cioè calore, ed ad  impedire che le nostre estremità si raffreddino. Similmente, se sentiamo freddo al dorso e ci concentriamo verso i muscoli dorsali, questi si riscalderanno evitando così l’insorgenza di una lombalgia. Lo Yoga ci porta a sviluppare la concentrazione mentale che potremo utilizzare proprio per una sorta di autoguarigione, senza spingerci certo a livello dei perfetti yogi i quali riescono a penetrare ogni proprio organo e a sottometterlo al proprio dominio.

Lo Hata-Yoga, una parte dello Yoga maggiormente conosciuto in Europa, non ambisce a tanto, quanto invece ad ottenere con la concentrazione, la presa di coscienza, l’ interiorizzazione, la coscienza, la capacità di portare al massimo rendimento le fasi più importante di questa dottrina: le asana e il pranajama, cioè le posture e la respirazione.

In altre parole: la concentrazione mentale è necessaria perchè gli esercizi propriamente fisici dello Hata-Yoga risultino proficui e redditizi al massimo. Durante la pratica Yoga, insomma, la mente non deve essere distratta : i risultati che ne deriveranno saranno molto più sensibili. Senza dubbio la mente è per sua natura irrequieta e difficilmente controllabile; ma con l’esercizio e la volontà si può conquistare la dovuta concentrazione mentale.

Anche ridotta a questi limiti, l’importanza della direzione della coscienza è grandissima, fondamentale. Noi dobbiamo fare della respirazione un atto cosciente, e dobbiamo avere coscienza delle posizioni assunte dal nostro corpo: non solo ma dobbiamo concentrare tutte le nostre facoltà mentali, intensamente, sull’atto che stiamo compiendo o sull’atteggiamento che il nostro corpo ha assunto.

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