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Cosa è il favismo e come evitare le crisi

Il favismo è una condizione ereditaria  che può determinare una grave anemia acuta.



Questa può insorgere quando l’individuo predisposto: mangia fave fresche o secche,assume alcuni farmaci,annusa naftalina, è colpito da un’infezione virale.

La predisposizione al favismo è data da un’anomalia genetica, la mancanza dell‘enzima “Glucosio-6-Fosfato-Deidrogcnasi” (G6PD) che ha il compito di mantenere integri i globuli rossi.
I globuli rossi sono elementi del sangue che contengono al loro interno l’emoglobina, una sostanza di colore rosso che ha il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti dell’organismo.
I globuli rossi delle persone fabiche o G6PD carenti, in presenza delle sostanze pericolose , possono rompersi. In questi casi si ha una crisi emolitica con perdita di emoglobina attraverso l’urina (emoglobinuria) e conseguente anemia grave,che spesso rende necessaria la trasfusione di sangue.

I segni della malattia compaiono poco tempo dopo l’assunzione delle sostanze scatenanti.
Nei casi più lievi i sintomi sono: spossatezza e stanchezza generale senso di nausea e vomito,anoressia, vertigini.
Nei casi più gravi la sintomatologia generale è più accentuata.
Compaiono spesso: dolori addominali, diarrea, stitichezza (più raramente), vomito anche biliare.

L‘anemia emolitica grave si manifesta con: pallore della cute e delle mucose, ittero, emoglobinuria
In alcuni casi l’entità dell’emolisi è talmente grave che, se non si interviene, si può andare in coma, perché il sangue non è più in grado di trasportare l’ossigeno.

Per prevenire questo il modo più semplice e sicuro è quello di determinare se si è predisposti al favismo sottoponendosi al test per individuare la carenza nei globuli rossi della G6PD.

Gli alimenti che possono provocare una crisi emolitica in soggetti G6PD carenti sono: le fave.
Il favismo ha sempre avuto un andamento stagionale (un migliaio di casi riscontrati nel 1974, fortunatamente oggi sensibilmente ridotti), in rapporto alla fioritura e alla maturazione delle fave.
Restano seri dubbi sulla possibilità che la crisi possa aversi per semplice inalazione dei fiori o dei baccelli delle fave.
E certo, invece, che la crisi emolitica possa essere provocata nei soggetti predisposti anche dalle fave cotte, secche o surgelate.

E necessario fare molta attenzione perché si sono avuti fenomeni di favismo in neonati allattati al seno da madri che avevano mangiato fave. Per motivi non del tutto chiari, non si va incontro a crisi emolitica ogni volta che una persona G6PD carente mangia fave. Sono invece numerosi i casi di soggetti che hanno avuto una crisi emolitica in età avanzata, dopo aver mangiato le fave magari per tutta la vita senza riscontrare alcun danno.


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