Cultura e gastronomia

Il Pandoro: il grande rivale del Panettone

A fine 1800 dal Veneto, più precisamente da Verona, si è diffuso un dolce da molti preferito al Panettone: stiamo parlando del Pandoro.

Il Pandoro, con la sua assenza di canditi e uva passa, è da molti – in particolare dai bambini – preferito al panettone. Questo dolce, simile ma diverso al suo ben più famoso rivale, è l’alternativa per chi vuole mangiare una fetta di pan dolce ma solo con una spolverata di zucchero a velo (o al più qualche crema speciale). Il Pandoro è un po’ un panettone che vuole essere torta più che pane, e si inserisce nella tradizione di pani dolci natalizi del nord Europa: scopriamolo.

Breve storia del Pandoro

pandoro melegatti brevetto 1895
Il brevetto ottenuto da Domenico Melegatti nel 1895 (da Melegatti.it)

Il Pandoro, rispetto al panettone, ha un’origine più recente – almeno per quanto se ne sappia con certezza. Infatti, la sua nascita si fa risalire al finire del 1800, poco più di un secolo fa, per mano e inventiva di Domenico Melegatti, fondatore della famosissima azienda dolciaria di Verona – nota non per nulla per la sua storica produzione di pandori. Tra 1894 e 1895 il Melegatti ideò il dolce, il suo nome (inizialmente “Pan de oro”) e quindi ottenne il Brevetto di Privativa Industriale dal Ministero preposto dell’allora Regno d’Italia.

Melegatti trasse ispirazione da un tipico dolce natalizio veronese, il levà, a cui aggiunse più uova, burro e lieviti eliminandone altri aspetti, ottenendo il Pandoro. Ma c’è chi ricerca ben più lontano nel passato l’origine di questo dolce natalizio.

Dall’Impero Romano al Medioevo: le tante origini del Pandoro

Nonostante una così recente e documentata nascita, anche il Pandoro come il panettone è soggetto a speculazioni sulla sua vera origine. Alcuni ne individuano la nascita al tempo dell’Impero Romano, in quanto Plinio il Vecchio parlerebbe di un cuoco solito preparare un pane a base di farina, olio e burro: ben poco per fare confronti con il pandoro di Melegatti.

Altri cercano antenati del Pandoro nel Medioevo: dal Pane di Vienna, al Pan de oro dei nobili veneziani fino al Nadalin veronese. Ma l’originale rimane quello melegattiano.

Il Pandoro oggi

Nel tempo il Pandoro ha iniziato ad accogliere a sua volta dei condimenti, ma non si parla di uva passa e canditi come nel caso del panettone. Dalla crema pasticcera, al cioccolato/polvere di cacao nell’impasto, a ripieni più innovativi e particolari come la crema di cocco, la crema di pistacchio, la sambuca, lo zabaione e la liquirizia (per rimanere all’interno dell’attuale offerta Melegatti).

Non è raro poi che al Pandoro classico si aggiungano i condimenti più diversi fatti in casa, da spalmare sulla propria fetta al momento di consumarla. Quel che pare evidente è che rispetto al panettone vi sia una maggiore elasticità nell’interpretazione della ricetta originale, mescolata con ingredienti e farciture particolari. Ma è altrettanto evidente che il Pandoro sia rimasto molto legato alle proprie origini veronesi e venete, non vedendo il fiorire di pasticcerie specializzate nella sua produzione in giro per l’Italia e il mondo, cosa invece accaduta per il suo acerrimo rivale.

Tag

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy