Esteri

Il cantante ebreo Enrico Macias chiede di ritornare in Algeria prima di morire

In solidarietà con gli ebrei algerini perseguitati, Faiçal Marjani aveva già interpellato l’Algeria a riconoscere la sua responsabilità per l’ingiustizia storica inflitta ai suoi ebrei; a presentare le scuse ufficiali ai suoi ebrei; a rivedere la legislazione che ha legalizzato il sequestro dei loro beni; e ad aprire canali di comunicazione reali con i rappresentanti della comunità ebraica all'estero, nell'ambito di un serio approccio conciliatorio basato sui fondamenti della giustizia storica".

In un’intervista esclusiva al canale parlamentare francese, il cantante francese di origine algerina, Enrico Macias, ha confermato che spera di ritornare in Algeria e di visitare la sua città natale, Costantina, prima di morire. Il Presidente dell’ONG “Morocco Coesistenza”, Faiçal Marjani aveva già lanciato allarme sulla questione degli ebrei algerini.
Il cantante ebreo, che ha cantato la famosa canzone “Ho lasciato il mio paese, ho lasciato la mia casa”, ha aggiunto che “ritornare alle proprie origini è una virtù”.
Ha aggiunto nella sua intervista al canale francese: “Mi sento profondamente ferito perché non sono potuto rientrare in Algeria. Francamente, non ho detto nemmeno una volta che non sarei ritornato in Algeria e non ho chiuso la porta a questa ambizione. Voglio ritornare prima di morire. Io perdono tutti coloro che mi hanno impedito di ritornare in Algeria”.
Interrogato sulla conoscenza della richiesta da parte del governo francese, Enrico Macias ha dichiarato: “L’Eliseo è a conoscenza di questo progetto. Ma non voglio sfruttare la reputazione del Presidente (Macron) per questo. Voglio che questo progetto sia tra me e l’Algeria. Penso che il popolo algerino non si opporrà. Sto aspettando l’occasione”.
L’ebreo francese Enrico Macias che vive all’esilio all’estero, lasciò la sua terra natale, l’Algeria, 63 anni fa, all’età di 24 anni.
Nel 2007, importanti personalità algerine rifiutarono di consentire a Enrico Macias di recarsi in Algeria dopo che aveva chiesto di accompagnare il Presidente francese Nicolas Sarkozy durante la sua visita ufficiale in Algeria.
Il Presidente dell’organizzazione non governativa “Morocco Coesistenza”, Faiçal Marjani, aveva sottolineato che “le autorità algerine, hanno commesso una delle più grandi espulsioni di massa e pulizie etniche contro gli ebrei nei tempi moderni. Confiscarono le loro proprietà, annientarono la loro presenza culturale e applicarono nei loro confronti una politica istituzionale d’esclusione sistematica, nella palese violazione di tutti i principi e le norme internazionali relative alle minoranze e ai popoli indigeni”.
Faiçal Marjani in qualità di conoscitore della Storia del bacino sud del Mediterraneo aveva spiegato che “la presenza ebraica in Algeria non fu marginale, bensì fu parte strutturale del tessuto sociale ed economico della regione, estendendosi per molti secoli, dall’Epoca Romana all’Impero Ottomano, fino all’epoca coloniale francese. Ma con lo scoppio della gueriglia d’Indipendenza e l’ascesa del nazionalismo algerino nella sua forma radicale, la comunità ebraica divenne vittima”.
In solidarietà con gli ebrei perseguitati, Marjani aveva interpellato l’Algeria a riconoscere la sua responsabilità per l’ingiustizia storica inflitta ai suoi ebrei; a presentare le scuse ufficiali ai suoi ebrei; a rivedere la legislazione che ha legalizzato il sequestro dei loro beni; e ad aprire canali di comunicazione reali con i rappresentanti della comunità ebraica all’estero, nell’ambito di un serio approccio conciliatorio basato sui fondamenti della giustizia storica”.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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