Rubriche

Rifiutarsi di fornire le proprie generalità o non uscire dall’auto, in alcuni casi, non è reato

poliziaAnche le forze dell’ordine sbagliano e, non poche volte, eccedono dai poteri che sono loro consentiti dalla legge. Così, è un comportamento arbitrario e illegittimo quello del Carabiniere che, pur senza che vi siano reali motivi di pericolo, obblighi coattivamente un privato ad uscire dalla propria auto pur avendolo già identificato.


A dirlo è la Cassazione in una recente sentenza. (Cass. sent. n. 4392/14 del 30.01.2014)

Secondo la Suprema Corte, un comportamento di questo tipo da parte delle forze dell’ordine sarebbe del tutto arbitrario e violento, né troverebbe alcuna giustificazione nell’esercizio di pubbliche funzioni se non vi sono ragioni di sicurezza e se le generalità del privato sono già note all’agente. È il caso, per esempio, in cui all’agente sia stato già consegnato il libretto di circolazione– da cui risultano i dati personali del conducente – o la patente o la carta d’identità.

Se la richiesta rivolta all’uomo, di scendere dall’auto è finalizzata a ribadire i dati da questi già forniti all’agente essa è illegittima. Diversa cosa è se la finalità è quella di acquisire dati ulteriori rispetto a quelli già resi.

Pertanto, se l’ordine impartito dalle forze dell’ordine di scendere dall’auto non è motivato da ragioni diverse da quelle dell’identificazione, esso è illegittimo e opporsi non configura né il reato di resistenza a pubblico ufficiale, né tanto meno quello del rifiuto di fornire le proprie generalità.

Foggia, 13 febbraio 2014                                                       Avv. Eugenio Gargiulo

Tag

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy