Maturità 2015 Saggio ambito tecnico scientifico: sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica ha trasformato il mondo della comunicazione
Con l’espressione terza rivoluzione industriale si indicano tutta quella serie di processi di trasformazione della struttura produttiva, e più in generale del tessuto socio-economico, avvenuti nei paesi sviluppati occidentali del primo mondo nella seconda metà del Novecento a partire dal secondo dopoguerra, e caratterizzati da una forte spinta all’innovazione tecnologica e al conseguente sviluppo economico/progresso della società; essa viene spesso a sua volta divisa in terza e quarta rivoluzione industriale per le innovazioni riguardanti rispettivamente lo studio delle particelle nucleari (progetto Manhattan) e le nuove comunicazioni.
Si arriva così alla cosiddetta economia della conoscenza e della società dell’informazione o era dell’informazione in un mondo sempre più globalizzato.
La velocità di cambiamento del mondo dei mass media ha raggiunto picchi incredibilmente elevati e fino ad oggi sconosciuti.
Tutta la storia dei mezzi della comunicazione di massa può essere letta come una trasformazione – continua e senza significative interruzioni – dalla scarsità all’abbondanza. Infatti, se nei primi anni della comunicazione di massa (più o meno per tutta la prima metà del Novecento) i mezzi e i messaggi in circolazione erano in numero ristretto, si era cioè in una situazione di scarsità, con poche fonti di comunicazione e con un universo simbolico non così affollato di messaggi come oggi, con il passare degli anni, soprattutto grazie all’innovazione tecnologica, il numero delle emittenti e il numero dei messaggi è aumentato in maniera portentosa, tanto che oggi si può appunto parlare di una situazione di abbondanza.
L’innovazione tecnologica ha riguardato infatti essenzialmente, anche se non esclusivamente, il campo della comunicazione elettronica. Da interventi legislativi che nel primo periodo erano finalizzati a garantire ogni cittadino di fronte alla situazione di scarsità, si è passati oggi a norme che riconoscono la condizione di abbondanza e che cercano, per così dire, di regolamentare il traffico in una città mediatica sempre più affollata di emittenti e fonti di comunicazione.
Gli anni Ottanta del secolo scorso sono stati gli anni del cosiddetto «diluvio commerciale», come lo ha definito uno dei principali studiosi della comunicazione di massa, Jay Blumler .
Il fatto è che, a seguito della nascita e dello sviluppo delle radio e televisioni commerciali, l’intero sistema della comunicazione di massa cresce a dismisura, grazie a una domanda di spazi pubblicitari finora sconosciuta.
Questo succede non solo in Italia, ma in tutta Europa.
La seconda conseguenza del diluvio commerciale è direttamente connessa a quanto fin qui detto: il mercato ha bisogno in continuazione di nuovi prodotti da vendere.
Il nuovo sistema dei mass media che si afferma con la commercializzazione favorisce quel processo di secolarizzazione che abbraccia l’intera società: il coinvolgimento dei cittadini con stabili e durature visioni del mondo perde terreno. La tanto dibattuta perdita dei valori, la crisi dei valori delle società odierne è anche frutto dei cambiamenti che intervengono nel sistema della comunicazione di massa tra gli anni Ottanta e Novanta.
I cambiamenti introdotti dalla commercializzazione degli anni Ottanta si accentuano ulteriormente con il successivo processo di innovazione tecnologica che ha inizio con la digitalizzazione.
Nasce la multimedialità: uno stesso contenuto può essere veicolato da una pluralità di mezzi che agiscono in sinergia tra di essi.

