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I falò della Befana Tradizioni dell’Epifania

I falò della Befana sono un’antica tradizione. Sin dai tempi più remoti, la notte del 5 gennaio si accendono grandi falò della Befana.

I falò della Befana in Italia

I falò della Befana si accendono nella maggioranza delle regioni italiane. La tradizione è più viva in Friuli Venezia Giulia, in Veneto, in Piemonte ma anche in Molise.

Grandi cataste di legno vengono date alla fiamme sin dal pomeriggio del 5 gennaio. Il fuoco, sin dall’antichità, è simbolo di purificazione e rinascita ma ha anche una funzione beneaugurante. Inoltre, in base alla direzione assunta dal fumo dei falò si traggono le previsioni sul prossimo raccolto.

A Tarcento,in provincia di Udine, si svolge il palio dei pignarulars. E’ una corsa alla quale partecipano dei carretti a due ruote che trasportano dei fuochi.

I falò del Friuli Venezia Giulia hanno nomi differenti ma sono accomunati da usanze simili. Oltre a trarre gli auspici sull’annata agraria sono un momento di aggregazione perché attorno ai fuochi si conserva e si gusta il vin brulè.

Un altro appuntamento storico si può ammirare a Pordenone dove si accendono grandi fuochi, accompagnati da manifestazioni e degustazioni.

Molto particolare è il rito che si svolge a Faenza. Qui, la notte del 5 gennaio si brucia un fantoccio detto Niballo. E’ la “nott de bisò” ; il termine fa riferimento al bisò, una bevanda a base di vino locale.

L’Epifania


La festa dell’Epifania è sia religiosa che civile. Secondo gli esperti, le sue radici risalgono all’antica Roma.

Prima del cristianesimo si credeva che la dodicesima notte dopo il Natale, Diana ed altre divinità rendessero fertili i campi, volando per le campagne. Il trascorrere dei secoli e l’influenza della religione cattolica ha cancellato i riti pagani e dando origine alla ricorrenza della Befana.

La vecchina che riempie le calze dei bambini e che si sposta a bordo di una scopa volante rappresenterebbe madre natura. Prima di lasciare la terra per fare spazio alla buona stagione regalerebbe agli uomini ciò che le è rimasto. Fino a pochi decenni fa, le calze della Befana contenevano piccoli doni come frutta secca, castagne, mandarini e dolcetti.

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