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Panarea: l’isola diffusa dell’arcipelago eolico

Rispetto alle sue sorelle, Panarea rimane meno estesa e poco abitabile, ma ha da offrire relax sia a terra che nel mare circostante, in cui si trovano i suoi scogli e isolotti.

Le dimensioni non contano, e l’isola di Panarea ne è la dimostrazione. Si tratta della più piccola tra le isole dell’arcipelago delle Eolie (3,4 km2), ha poco più di 200 abitanti stabili ed è densamente popolata solo nella più pianeggiante area sulla sua costa est.

Si potrebbe definire un’isola diffusa, in quanto i suoi scogli e le sue isolette sparse nel mare a est sono ulteriori mete turistiche che si aggiungono a ciò che si può apprezzare nel suo territorio. Conosciamola meglio.

Un’isola ferita, ma ancora viva

Osservando l’isola, si nota subito come l’erosione del mare e degli agenti atmosferici abbia agito in maniera importante nel corso dei millenni. Si stima che Panarea abbia iniziato a formarsi circa 150mila anni fa, e le sue ultime eruzioni risalgono a un periodo successivo ai 59mila anni fa. A causa dei fenomeni erosivi e di una intensa attività tettonica, l’isola ha finito per abbassarsi e rimpicciolire, fino ai 421 metri di altitudine massima oggi misurati (minore altitudine di tutto l’arcipelago).

Tutto ciò farebbe pensare a un’attività vulcanica ormai cessata da tantissimo tempo, ma l’apparenza inganna. Tutt’oggi, infatti, l’isola è considerata vulcano attivo. Inoltre, nei pressi dei suoi scogli e isolotti, è riscontrabile un’intensa attività fumarolica, attivatasi nel 2002. Le fumarole, però, erano già state attive in passato (ne sono testimonianza gli isolotti di Lisca Bianca e Basiluzzo, dai tipici colori biancastri a causa del gesso depositatosi per via dell’attività effusiva delle fumarole). La loro particolarità è l’origine non-vulcanica, ancora oggetto di indagini.

Come raggiungere Panarea?

L’isola è collegata alla Sicilia e alla penisola italiana attraverso traghetti e aliscafi. I traghetti partono da Napoli e da Milazzo (costa nord della Sicilia, in provincia di Messina). Quello che salpa da Napoli impiega circa dodici ore per giungere al porto di Panarea, facendo prima scalo nei due porti di Stromboli.

Il traghetto da Milazzo impiega circa cinque ore per completare il viaggio, e può prima sostare sia a Lipari che a Vulcano.

Dal porto di Palermo è invece disponibile un viaggio diretto in aliscafo, della durata di circa cinque ore.

Cosa vedere a Panarea?

L’isola è piccola e presenta un territorio molto verticale e poco sfruttabile, e infatti l’urbanizzazione si concentra nell’unica area pianeggiante, la costa est. Tuttavia le attrazioni non mancano.

Il villaggio preistorico di Punta Milazzese

Presso Punta Milazzese, in una penisola rocciosa che rappresenta il punto più a sud di Panarea, nel 1948 Luigi Bernabò Brea fece una delle sue tante scoperte archeologiche nell’arcipelago. I resti di un villaggio preistorico, con le classiche capanne a base circolare, affiorarono proprio da quest’insenatura a picco sul mare. Il villaggio risale a un tempo compreso tra il 1400 e il 1200 a.C.

L’offerta dell’isola

panarea scorcio
Dattilo, e più in fondo Bottaro e Lisca Bianca, visti dalle strade di Panarea

Panarea oggi è una rinomata località turistica, e fin dagli anni cinquanta si è dotata di servizi turistici e di sempre più strutture ricettive, che hanno affiancato le sue tipiche case bianche. Chi vuole potrà alloggiare negli hotel, ne B&B o nelle case vacanza e poi godersi la mondanità, o esplorare l’isola percorrendo le tortuose mulattiere, o ancora godendosi le varie spiagge e calette, spesso pietrose.

Gli scogli e gli isolotti

Per chi volesse vivere l’esperienza di visitare isole nelle isole, allora è consigliato di noleggiare una barca e di sostare nei pressi dei vari isolotti che si ergono dal mare a est di Panarea, alcuni dei quali dotati di piccole lingue di spiaggia. L’isolotto più grande è anche quello più distante, Basiluzzo, mentre più vicino all’isola madre si trovano Dattilo, Bottare e Lisca Bianca.

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