Antonia Pozzi, parafrasi della poesia Pudore

Antonia Pozzi, esame di maturità. Parafrasi della poesia Pudore.
Antonia Pozzi, esame di maturità
Pudore
Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.
Pudore, la parafrasi
Lo scritto risale al febbraio del 1933.
Se le mie parole ti piacciono e me lo dici, anche soltanto con lo sguardo, io scoppio in una risata. Rido ma tremo proprio come una madre giovane che arrossisce se un passante le fa i complimenti per il suo piccolo.
La poesia traccia un parallelo fra una relazione di coppia e una giovane donna diventata madre da poco tempo. In entrambi i casi si prova un certo pudore causato da una certa insicurezza.
La scrittrice nasce nel 1912 a Milano in una famiglia di alta estrazione sociale. Durante gli anni degli studi liceali conosce il professor Antonio Maria Cervi. Fra loro nascerà una profonda intesa sentimentale, fortemente contrastata dalla famiglia di lei.
L’impossibilità di vivere a pieno l’amore è un profondo trauma per Antonia Pozzi che morirà nel dicembre del 1938, dopo aver assunto una dose eccessiva di barbiturici.

